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ART PERFORMER DAVIDE INTELLIGENTE (foto)

ART PERFORMER DAVIDE INTELLIGENTE

l'Invasione di Nostra Signora Art REVOLUTION 2011

L' invasione delle ALEKE

La Vittoria delle ALEKE

artETHRA

DI LAME E SPINE

LA NOTTE DEGLI IMPERIALI

SAFARI REMIX...video realizzato per il concorso indetto da Qoob

MANCA POCO

L'INVASIONE DI NOSTRA SIGNORA ART (TARANTO 29 03 2009)

LECCATA D'ANIMA -prima parte-

LACCATA D'ANIMA -seconda parte-

"Leccata d'anima" - Mostra scultorea e fotografica di Davide Intelligente - 11 gennaio 2010

Gran Galà della Cultura 2009 - Taranto 8 gennaio 2010 - premiazione di Davide Intelligente

PERFORMANCE LECCATA D'ANIMA

PERFORMANCE LECCATA D'ANIMA
Un'eternità a osservare il conflitto tra anima e corpo, dove la crocifissione di entrambi è inevitabile, dove carnefice e vittima si confondono si alternano, dove non vi è né vinto né vincitorema si ode solo lo stridulo straziante di un coro a due voci, che va a spegnersi nel soffocante buio scarlatto. Edvida ed il suo contrario di Davide Intelligente Introduzione: Severina Fontana con Davide Intelligente Compositing video e musica Davide Trusco Performance avvenuta allinterno della mostra scultorea fotografica di Davide Intelligente "Leccata d'Anima" , presso i locali della circoscrizione SALINELLA-MONTEGRANARO Via Romagna n. 48 Taranto 11 Gennaio 2009

Gran Galà della Cultura 2009 - Taranto 8 gennaio 2010 - premiazione di Davide Intelligente

GLI ABITANTI DELL'INVOLUCRO

Tu mi gridi che un giorno gioirò,
che il nostro amore celermente tornerà maestoso.
Gemi le mie ferite con bugie di vetro disimparate.
Tremi non sapendo chi degli abitanti dell’involucro
è giusto scortare.
Tutti contro nessuno per possedere lo scettro del regno.
Ora quanti siete in me?
Mi basta un cenno ed io capirò.
Il domani intriso di miele arsenico,
con voci ostili che rivendicano la franchigia.
E allora fuori dal mio impero,
senza Re ne Dio,
non ospito abusivi e mendicanti dell’anima.
Il mio paradiso è un inferno.
Se rimarrete in silenzio non vi caccerò,
ma costretti rimarrete.
Se invece urlerete dovrete farlo più di me,
poiché le mie corde saranno l’arpa della dolenza.

ART PERFORMER DAVIDE INTELLIGENTE

ALEKE (17 dicembre 2007)

ALEKE (17 dicembre 2007)
sta per accadere

aleke

aleke

I Vigili del Fuoco e La Vittoria delle ALEKE

I Vigili del Fuoco e La Vittoria delle ALEKE
il corpo dei Vigili Del Fuoco il 17/02/2008 mi aiutarono ad installare 2 statue sulle aste delle bandiere site in Piazza Della Vittoria....(foto reportage di Stefano Carlucci)

LA VITTORIA DELLE ALEKE

LA VITTORIA DELLE ALEKE
operazioni per l' insediamento......(foto reportage di Stefano Carlucci)

La Vittoria delle ALEKE è avvenuta

La Vittoria delle ALEKE è avvenuta
La Regina e tre sue condottiere avanti al moumento ai caduti in Piazza della Vittoria.....(foto reportage di Stefano Carlucci)

lavittoria delle ALEKE

lavittoria delle ALEKE
reportage di Luciano zampini

La Vittoria delle ALEKE

La Vittoria delle ALEKE
REPORTAGE di Luciano Zampini

ETHRA 1

ETHRA 1
la trasparenza significa essere corpo e anima un punto in comune

ETHRA 2

ETHRA 2
alzare lo sguardo per vedere parte del mare che fluttua costringendo lo spettatore a camminare a testa alta

ETHRA 4

ETHRA 4
arte genera arte

La sTaNzA Da LeTtO Di LuIs IfEr

La sTaNzA Da LeTtO Di LuIs IfEr
una semplice stanza da letto

FLORA E FAUNA

FLORA E FAUNA
realizata in ferro e plastica riciclata

la morte della sirena

la morte della sirena
uccisa dalla stupidità

DISSOLTO

DISSOLTO
in guerrà si perde sempre

TELETHON

TELETHON
Taranto 2007

DI LAME E SPINE

DI LAME E SPINE
la principessa guerriera

777...è il numero di Dio

777...è il numero di Dio
Dio solo sa

NATURA VIVA

NATURA VIVA
SCULTURA REALIZZATA IN TERRACOTTA -ANNO DI REALIZZAZIONE 2006-

LA VELA

LA VELA
SCULTURA REALIZZATA IN BRONZO -ANNO 1993-

mercoledì 26 marzo 2008

ETHRA


Immaginare un pianto che diventi mare…lacrime diventare pioggia…e la sete che aumenta nel dolore di una costrizione…un chiodo, una vecchia croce,una goccia di sangue e tanta…sete. Il pianto di una donna trasformato in acqua sorgiva da cui attingere per dissetare l’umanità. Così, un uomo spera nella purezza cristallina dell’uomo dopo essersi sacrificato per esso…non vuole placare la speranza di un umanità più equanime. Così, con un tono più autoritario pronuncia ai giusti il suo consenso per la loro limpidezza. Donne trasparenti come l’ acqua, dove traspare tutto, dove il lamento è un dolce assopirsi sulla superficie del manto acquatico, per poi adagiarsi negli abissi per ascoltare …il silenzio… questo è ETHRA.

Ma Ethra è anche...alzare gli occhi al cielo, camminando a testa alta...guardando la trasparenza delle cose...cosa che pochi sono abbituati a fare ...poichè è più facile camminare col capo chino, accettando tutto ciò che arriva per travolgerli... un mondo di automi che aspetta il giorno dopo ed il giorno dopo ancora, sperando di passare inosservati... Ethra... Ethra... Ethra...

mercoledì 27 febbraio 2008




26/02/2008
Speciale Cultura
"SETE": PER RITROVARE L'ACQUA NELLA TERRA IN MEZZO AL MARE DI TARANTO
TARANTO\ aise\ - "Sete" è la quinta parola che Gesù pronuncia sulla Croce, durante gli ultimi momenti della sua vita terrena. Dopo tre ore di abbandono, il figlio di Dio, chiede da bere. Ha sofferto, è stremato, è quasi finita e lui chiede da bere. La sua non è, però, una sete solo fisica, bensì un bisogno spirituale.Anche la città di Taranto ha sete: sete di riscatto, sete di cultura, ha sete di appagare il proprio istinto con delle buone prassi in favore dell'interesse collettivo. È questo il motivo di "Sete" come proposta culturale, promossa dall’associazione "Nati a Taranto" nel periodo che precede i riti della Settimana Santa tarantina, in occasione dei quali si vogliono proporre gocce di riflessione rispetto al "simbolo" delle seti dell'uomo.A partire dal 16 marzo all'interno della Borgo antico prenderanno il via degli appuntamenti con l'arte, con la musica e con il teatro in un percorso che, attraverso immagini, suoni e parole, vuole dare dignità all'isola antica e offrire un'occasione di risveglio culturale all'intera città. Le performance artistiche arricchiranno le strade della città vecchia e riporteranno alla fruibilità della gente palazzi storici e luoghi legati al culto e riportati a nuovi splendori grazie all'impegno delle istituzioni locali e della Curia arcivescovile.Lungo la centrale via Duomo, con il sottofondo di musiche che stimoleranno la percezione sensoriale, si potrà seguire il percorso di "Etra", istallazioni artistiche a cura di Davide Intelligente.Il teatro porterà la firma di Massimo Wertmuller che, con Anna Ferruzzo, porterà in scena "A memoria", letture in musica con sullo sfondo musiche originali di Andrea Farri, già aiuto regista di Roberto Benigni in "La tigre e la neve". Si tratta di un recital che, prendendo in prestito le parole di grandi scrittori e poeti sulle guerre, crea un percorso narrativo nel quale si mescolano, in un necessario ma faticoso convivere, il bene e il male, la guerra e la pace, la morte e l'amore.Nella proposta teatrale non mancheranno le performance dello storico Crest, che presenterà lo "Stabat Mater" e "Un uomo come noi ma tanto diverso da noi".È previsto, inoltre, uno spettacolo scritto e interpretato da Pietro Minniti, dal titolo "Hanno ammazzato compare Turiddu", che è la prima tappa di un percorso di ricerca avviato intorno ai classici della letteratura italiana; un viaggio che include "Adelchi" di Alessandro Manzoni e "Saul" di Vittorio Alfieri, capolavori assoluti del nostro patrimonio culturale, a torto ignorati dal teatro contemporaneo, opere ricche di valenze civili e sociali, che sembra necessario recuperare e riproporre, soprattutto all'attenzione delle nuove generazioni. Il progetto ha il merito di assolvere ad una doppia funzione: quella di rianimazione culturale, ma anche di riflessione spirituale della città, recuperando il giusto grado di sensibilità attorno ai riti e al periodo di Passione, e quella di importante attrattore turistico per il territorio. (aise)

lunedì 18 febbraio 2008

I Vigili del Fuoco di Taranto aiutano le ALEKE a Vincere


LA VITTORIA DELLE ALEKE nella città di Taranto é stata agevolata dal corpo dei VIGILI del FUOCO di Taranto.......................artisti nell'aiuto verso il prossimo............. onorato di essere stato aiutato da loro.

Grazie.

giovedì 14 febbraio 2008

Urban Art

Sullo scorso numero di Extra abbiamo raccontato di uno strano fenomeno che si è materializzato agli angoli delle strade di Taranto nel periodo natalizio e che tutt’oggi permane: il manifestarsi di strane creature montate su paline in luogo di segnali stradali e semafori. Pervasi da stupore e curiosità abbiamo raccontato da semplici osservatori cosa stava accadendo e abbiamo subito lanciato un appello all’autore di tali opere con l’intento di saperne qualcosa in più. La risposta al nostro appello non si è fatta attendere.
Abbiamo incontrato Davide Intelligente, artista underground come ama definirsi, l’autore di questi intriganti busti femminili dall’effetto traslucido ma forgiati a caldo nella plastica.
Trentasei anni, tarantino, diploma in scultura all’Accademia delle Belle Arti di Bologna.
D. Davide, raccontaci l’origine della tua performance.
R. L’operazione si chiama “L’invasione delle Aleke”, immaginarie guerriere provenienti da mondi lontani con lo scopo assolutamente pacifico di vegliare sulla città. Provocatoriamente ho installato le mie creature su pali per semafori o cartelli stradali, ormai in disuso e non più funzionanti. Le mie Aleke invadono le città per difenderle dalla decadenza. Presidiano ciò che non ha più un senso, ciò che in teoria dovrebbe essere asportato, ciò che non notiamo più poiché integrato nel territorio.
D. Quale è stato lo spirito dell’iniziativa?
R. La realizzazione di trenta sculture realizzate in trenta giorni e montate in una sola notte. Così è stato. Nella notte tra il 16 ed il 17 dicembre, con l’aiuto di due amici ed un furgone abbiamo posizionato le trenta sculture in tutte le zone della città, in solo due ore.
D. Ma perché proprio dei busti femminili?
R. Ho scelto di rappresentare delle donne guerriere di pace, corpi morbidi e sinuosi, che meglio possono vegliare dall’alto la nostra vita quotidiana. Le mie Aleke ridanno vita e colore nelle zone dove l‘arte non può essere istallata, per mancanza di spazi. Questa installazione urbana è nata, per donare a tutti l’arte. L’arte non imbratta, non guasta, non occupa, non sostituisce, non inquina, non offende.
D. Cosa ti ha ispirato?
R. Per quindici anni ho cercato di capire come rappresentare in scultura i segni dei graffiti, vera e propria arte urbana, senza però gli effetti negativi, senza imbrattare alcun muro. La mia performance non ha imbrattato alcunché, al contrario del “gesto” alla fontana di Trevi. Le mie sculture sono leggerissime e facilmente rimovibili.
D. In effetti sono sculture leggerissime, realizzate in plastica: perché proprio questo materiale?
R. Ho scelto la plastica perché evoca proprio quel senso di leggerezza. Ho voluto comunque verniciare a spray ogni scultura perché assumesse una immagine metallica, quasi un richiamo alla città dell’acciaio.
D. Qualcuno avrà potuto pensare che la tua possa essere stata una protesta anche nei confronti della città, costretta a convivere con la crisi economica e sociale di questi anni. Che mi dici in proposito?
R. Nessuna protesta contro il Comune. E’ stato solo un tentativo di fare arte urbana accessibile a tutti solo alzando lo sguardo al cielo. La mia, più che una protesta, è una provocazione ed un incitamento verso i cittadini. Ognuno può fare qualcosa per la propria città. Si può essere utili anche con l’arte.
D. Hai ricevuto attestazioni di stima o recensioni per il tuo lavoro?
R. Hanno scritto di me e delle mie Aleke Guglielmo Greco, critico d’arte e docente di tecniche di arti visive contemporanee e la giornalista Raffaella Mossa. Entrambe le recensioni sono consultabili su internet. Sempre su internet, precisamente su You Tube è possibile visionare il video della performance realizzato da Gabriele Benefico insieme a Francesco De Pace.
Delle trenta opere montate oggi ne sono rimaste solo sette. Alcune sono state rimosse dall’autore, altre sono sparite nel nulla. Ci congediamo da Davide non prima di avergli chiesto se sono previste altre performance nel prossimo futuro. Ci dice soltanto che nei prossimi giorni assisteremo ad altre installazioni all’esterno, che porteranno a conclusione l’opera già avviata ed esposta. Non riusciamo però a strappargli nulla di più. Non ci resta che attendere con il naso all’insù l’invasione pacifica di altre creature confidando nella loro capacità di suscitare reazioni positive e magari svegliare le coscienze, da troppo tempo sopite, di questa città.


publicato su EXTRA MAGAZINE
di Massimo Prontera

lunedì 11 febbraio 2008

La Vittoria delle ALEKE

Comunicato stampa: azione d’ arte: “La Vittoria delle Aleke”
Il 17 febbraio 2008 nella città di Taranto avvenne

Dopo “L’Invasione delle ALEKE”, evento verificatosi a Taranto nella notte tra il 16 ed il 17 dicembre del 2007, la conquista della città proseguirà manifestandosi ulteriormente in una delle sue piazze più importanti nella mattinata del 17 febbraio 2008 alle ore 09:00 circa: la regina, accompagnata da tre delle sue condottiere, presenzierà per un tempo indefinito, il borgo di una città in crisi, forse stanca di piangersi addosso.
Le Aleke, guerriere provenienti da un altro pianeta, sono vocate a proteggere ciò che non serve, a cambiare cioè l’impatto visivo della e sulla città, con l’unica missione di emanare bellezza e non di distruggere alcunchè, se non la pochezza decadente e compiaciuta di chi si accontenta.
Queste guerriere disarmate verranno installate con l’aiuto dei Vigili del Fuoco, a circa 15 metri di altezza sulle aste delle bandiere site davanti al Monumento ai Caduti, in Piazza della Vittoria.
Di giorno rifletteranno la luce del sole, di notte brilleranno di luce propria.
Nelle intenzioni di chi scrive, questa pacifica imposizione vorrebbe essere un primo passo verso una rinascita della città, cercando così di trasformare Taranto in una grande officina culturale.
Taranto come galleria d’arte a cielo aperto?
(Chi volesse farsi un’idea di questa e della precedente performance potrà digitare la parola Aleke su youtube, buona visione!)
Cordiali saluti,
Davide Intelligente
Art Performer


L’arte non inquina, non offende, non dannegia.

martedì 29 gennaio 2008

Comune di Taranto

21 gennaio 2008
al Sig. Davide Intelligente



Gent.le Sig. Intelligente
apprendere che una sua performance artistica è stata installata, nella notte fra il 16 e il 17 dicembre dell'anno appena trascorso, nelle vie della nostra città ci induce ad esprimere le nostre più vive congratulazioni per un iniziativa singolare e di grande rilevanza propulsiva per Taranto.
Il suo impegno spontaneo dà la misura di quanto si possa realizzare anche con pochi mezzi, un' idea vincente e buona volontà. I materiali inconsueti, la scelta topologica, la motivazione insita gia nella denominazione della sua installazione a largo raggio, fanno di lei un giovane cittadino portatore di creatività e di un messaggio carico di speranza che, in qualità di amministratori, ci sentiamo di voler condividere e apprezzare.
Cordiali saluti


L'Assessore Cultura e Turismo
Prof.ssa Angela Mignogna

Il Sindaco

Dott. Ippazio Stefano

lunedì 28 gennaio 2008

Lettera aperta al Sindaco, all'Assessore alla Cultura alla città di Taranto

Ringrazio il Sindaco, L’assessore alla Cultura e tutta Taranto
29 gennaio ’08
Lettera aperta al Sindaco, all’Assessore alla Cultura e alla città di Taranto
Un sentito ringraziamento al Sindaco Stefano, all’ Assessore alla Cultura Mignogna, alle Istituzioni, agli organi di stampa, ai cittadini di Taranto per l'apprezzamento e la sensibilità dimostrata in merito alla mia performance artistica avuta luogo nella notte tra il 16 e il 17 dicembre: "L'invasione delle Aleke" realizzata nel mese scorso per le vie della città; grazie per aver compreso in pieno il messaggio che con essa ho voluto esprimere…la città si risveglia…Taranto è stata ferita ma non è morta.Ringrazio anche chi, notando le mie Aleke sparse per la città, ha smesso di pensare, anche se per poco, ai suoi problemi, alle cose da fare, alla routine della giornata, avvertendo la presenza di qualcosa di nuovo proprio sotto casa sua.L'arte, quella vera, non inquina, non deturpa, non offende: e non mi si paragoni a chi ha versato il colorante rosso nella Fontana di Trevi o peggio le palline di plastica giù per le scale di Piazza di Spagna. Simili trovate, lungi dal fare notizia, andrebbero scrupolosamente censurate, soprattutto per prevenire ulteriori simili "stravaganze" in danno dei nostri più cari monumenti nazionali, oltre al provocare lo spreco di denaro publico per riportare alla normalità ciò che uno pseudo artista definisce arte… … io la definirei, una triste trovata pubblicitaria di colui, che di arte e di storia sa poco o forse niente.Un progetto ambizioso il mio, confortato dall'entusiasmo con cui è stata accolta questa mia prima mostra d'arte a cielo aperto: quello di fare di Taranto, nella splendida cornice naturale che da sempre le appartiene, un punto di riferimento per l'arte contemporanea e per artisti nati a Taranto e non, un po' come Valentia, Berlino, New York. Nell'ottobre scorso, scoprendo per caso una parete argillosa nella punta estrema della baia di Gandoli, avevo pensato di riempirla con un bassorilievo che avrebbe dovuto prendere la parete intera. Un mese di lavoro intenso per dare un corpo e un volto alla mia creatura, una sirena che pareva uscire dalle acque del mare per ricongiungersi alle radici degli alberi sovrastanti e alla terra. Mentre lavoravo non temevo le mareggiate o le intemperie, temevo l'ignoranza e l'insensibilità di chi di arte, nella nostra città, non ha mai sentito neanche parlare. Il giorno dopo averla finita, la mia paura è diventata certezza: la mia sirena è stata immediatamente distrutta. Le ho dato comunque un nome: Anorà, che non si vede e il suo sacrificio ha rafforzato in me la convinzione che, in tempi fatti di immediatezza mediatica (tv, internet, cellulari), l'arte per essere conosciuta e riconosciuta da chiunque deve poter essere visibile da tutti in tempo reale, per le strade come al supermercato, lontana dai canonici e ormai tramontati luoghi di esposizione.In me una convinzione: un popolo sul suo territorio che non riconosce e non protegge chi fa arte nel suo tempo, è un popolo senza identità, muto e invisibile ai posteri, destinato a non lasciare traccia a chi verrà nei secoli a venire, terra di conquista di chi, invece, un'identità ce l'ha, ce la importa giorno per giorno, e ce la impone senza che ce ne rendiamo conto.Per questo dico: Grazie sindaco Stefano, grazie Assessore alla Cultura Mignogna, grazie alla Taranto che vuole rinascere dalle propie ceneri. Ora, inizio a intravedere la forza dei nostri avi, le nostre radici… … la Magna Grecia……la nostra memoria……la nostra forza.
Cordiali saluti
ART PERFORMER DAVIDE INTELLIGENTE

lunedì 21 gennaio 2008

La morte della sirena




dopo aver lavorato per un mese a quest'opera, dei vandali l' hanno devastata

domenica 20 gennaio 2008

NEMESIS


LA VENDETTA

sabato 19 gennaio 2008

DISSOLTO

Venticinquesima ora…
La rena è quasi al termine
nei piccoli vitrei coni.
Nastro conduttore,
elmo ripiego,
schiena ricurva,
arti sospesi e pesanti timorosamente crollano,
gocciolando in una pianificata cadenza.
Le fauci si crepano nell’osservare
il corpo infagottarsi su di se.
Nostro d’incanto il riverbero,
vera regia della roccia
veliero dell’infinito.
Noi e l’ incanto di ciò che è.
Goccia cadenzata atta a far dissolvere
dopo la grande battaglia.
Così prima i membri,
poi il tronco…
in fine la dannata.

Art Performer Davide Intelligente

venerdì 18 gennaio 2008

ARIM

Chino il capo celato di rosso
stillante invade il suolo.
Alcun dolore si può udire al Dì,
ma la notte, la memoria si riconsegna visibile.
Chino il capo al cospetto
di colei che ha fatto l’ennesimo prodigio
rinascita di un essenza smarrita.
L’errore di una Dea dissipa lo stupido mortale
che inizia a non donare più alcun sacrificio.
Bestia schifosa sono io
che non vedo più battere e dibattere il pugno arterioso.

Bestia che non sa cos’è l’amore,
bestia che non scorge,
bestia che non si incurva più.

Libero di morire per mia mano,
libero di farmi massacrare,
libero di non essere libero dai miei tormenti.

Ma lei mi osserva, il suo sguardo invoca segni dell’eden.
E poi una lacrima con il capo chino e sgocciolante,
spiro con le mani occupate,
vetro pieno di veleno saporito
e fumo che incendia i polmoni prossimi a divenire selce.
Imperiosa e dolce mi scruta con pallido sorriso,
ed io tre volte mi sacrificherò conficcando gli artigli nel pugno
intriso di rosso,
nei reni per inclinarmi
e nel capo chino per rimuovere tutti i miei sbagli
stillanti al suolo.

Art Performer Davide Intelligente

martedì 1 gennaio 2008

Recensione


L’invasione delle Aleke
Oggi é giovedì 20 dicembre 2007!
Taranto

Tacco di bacco

dal 17 Dicembre 2007 al 06 Gennaio 2008

Trenta sculture create in trenta giorni da liberare tutte in una notte: questo è il punto di partenza de L’invasione delle Aleke la performance di Davide Intelligente che ha avuto luogo nella notte tra domenica 16 e lunedì 17.Provate ad alzare lo sguardo camminando per strada, scoprirete che delle nuove figure popolano la città, sono busti di donna, provocatoriamente installati su pali che avrebbero dovuto ospitare semafori o cartelli stradali ma che in realtà non sono mai stati utilizzati. La città svegliandosi troverà delle moderne divinità che, per usare le parole stesse dell’artista, “presidiano ciò che non ha più un senso, ciò che in teoria dovrebbe essere asportato, ciò che non notiamo più poiché integrato nel territorio”. Il luogo scelto per questa esposizione non è a caso l’intera città, l’intenzione è quella di rendere l’arte alla portata di tutti, di fare sì che qualunque cittadino possa assistere a questa mostra perché l’arte penetri a tutti i livelli senza neanche doverla cercare. La si può forse definire una forma di educazione all’immagine generalizzata, rivolta agli ignari passanti dotati di un po’ di spirito di osservazione.Una forma di protesta nei confronti di una città dalla profonda ed antica vocazione artistica troppo spesso ignorata ed anche un tentativo di abbellirla, sensibilizzarla, scuoterla dal torpore. Un attacco ben ragionato, non si pensi ad un’improvvisazione. Le opere sono state ricavate, tirate fuori dalla plastica, non potrebbe esserci nulla di più contemporaneo e la trasparenza di questo materiale ben contrasta con una città votata, giocoforza, all’acciaio.Non resta che sperare che queste Aleke siano per Taranto delle muse, fonte di ispirazione, che affascinino gli spettatori o suscitino indignazione, va bene tutto, pur di ottenere una reazione. maggiori info su iltaccodibacco.it
RAFFAELLA MOSSA

L'invasione delle aleke taranto

riferimento al video

RECENSIONE



guglielmo greco18/12/2007 21:22


ALEKE: NUOVE PRESENZE NELL'ARTE URBANA
ALEKE: NUOVE PRESENZE NELL’ARTE URBANA L’esperimento meta/urbano dell’artista-performer Davide Intelligente. di Guglielmo Greco. Foto ©ourtesy dell’autore. Neppure il freddo umido della notte tra il 16 e il 17 dicembre, ha potuto impedire l’arrivo di alcune creature che controllano diversi incroci della città. Carcasse di bizzarre, affascinanti presenze aliene. Inquietanti amazzoni-androidi (potrebbero evocare l’acefala Nike di Samotracia, altre ancora, eroine manga) hanno deciso di insediarsi, con intenti assolutamente pacifici, su pali dalla funzione sfacciatamente inutile (perché di fatto non c’è), ormai installati da diverso tempo. Ma, com’era prevedibile, la mancata disfunzione pratica può cedere il posto ad una più puntuale, intrigante, senz’altro artistica soluzione estetica, come ha dimostrato la performance dell’autore, alchimista concettuale che ha unito l’Urban Action Theater all’efficace azione materica della scultura contemporanea. Busti umanoidi femminili dall’effetto metallico (in realtà è plastica leggerissima, metallizzata da spray), installati secondo un percorso ben preciso, pensato fino al minimo dettaglio da Davide Intelligente, artista underground. “A proposito di sprechi, mi sono sempre chiesto a cosa sarebbero serviti, tutti quei pali installati qua e là, destinati nemmeno a nuovi progetti segnaletici, del tutto antiestetici, addirittura più inquietanti degli esseri che espongono ora. Almeno psicologicamente, potremmo avere la sensazione che qualcuno possa ancora vegliare sulla nostra città… Fosse anche solo frutto dell’immaginazione creativa.”, ci tiene a spiegare Davide. Dietro questa giustificazione potrebbe rivelarsi interessante un monitoraggio di eventuali reazioni psico-emotive della gente, nel risvegliarsi il giorno dopo e convivere con creature artificiali. Da accogliere, forse, come nuovi guru estetici, testimonials di uno spazio urbano sempre più degradato e mal recuperato. Decisamente. In più, con il vantaggio di fruire di opere d’arte portate al di fuori dei luoghi canonici, che attirano soltanto addetti ai lavori. A tratti invisibili, a seconda dei toni di luce controllati dalle recenti, imprevedibili condizioni atmosferiche, queste Aleke sorvegliano Taranto. Afone, esili, in apparenza delicate, talvolta persino “mimetiche”. Ma del tutto presenti. Proprio in un momento in cui la città sembra irrimediabilmente sopita e abbandonata a sé stessa, in balia di un’incuria sempre più dilagante e selvaggia. O anche solo come provocatoria sollecitazione per risvegliare il fascino verso qualcosa di sconosciuto, ma che potrebbe esistere. Assolutamente sì. Perché questo universo è infinitamente troppo grande per noi. Nella stessa misura in cui, questa città, è tristemente diventata troppo piccola per molti talenti, ormai obbligati a trasferire la propria creatività in altri mondi (nell’accezione più ipertestuale del significato). D’altra parte, nel caso specifico, il nostro Davide ha già subito l’esperienza traumatica della deturpazione progressiva di una sua opera in argilla di grandi dimensioni, modellata in località Gandoli, recentemente asportata e definitivamente gettata in mare, con ingiustificabile e riprovevole barbarie. Di certo non è bastata un’azione tanto stupida e gratuita a fermare il suo percorso espressivo, interpretato nello scenario ideale per le sue singolari “esposizioni”: la città che ama di più. La sua, la nostra città, che nello splendore di un trascorso storico unico e irripetibile, ha forgiato e rielaborato diverse influenze stilistico-concettuali, incluso l’inserimento di materiali tecnologici, come acciaio e plastiche. Una memoria storica riportata dalle futuristiche Aleke di Davide, performers inanimate dell’exhibition tuttora in corso per le strade tarantine. La performance di Davide - collateralmente documentata dalla giovanissima Raffaella Mossa, radio-giornalista e critico d’arte, dalla videocamera di Gabriele Benefico, artista appartenente a quella brillante new wave di nuovi autori jonici, tempestivamente assistiti da Francesco De Pace - ha seguito ogni step di un percorso perfettamente progettato e cronometrato in ogni dettaglio, che non ha incontrato la necessità di dribblare l’idea d’origine. Complici soprattutto il buio, la pioggia, rigore progettuale e solidarietà di uno staff che continua a credere in altre culture, meno tradizionali, ma proprio per questo liberate da vincoli estetici convenzionali, che hanno atrofizzato un territorio già di per sé inerte. La tenacia creativa di Davide Intelligente è dunque premiata dalla calma piatta, dalla pazienza, e dalla consapevolezza e recupero di un’identità, sostenute dal passato-presente-futuro di una città che continua a produrre talenti, ma che non sempre dimostra scaltra lungimiranza, tale da trattenerli e permettere loro di esprimersi fino in fondo. Le Aleke di Davide Intelligente abitano una città tuttora dominata e intossicata da inciviltà, indolenza e inquinamento industriale, con la stessa dignità di una stirpe guerriera appartenuta alle più nobili figure della nostra mitologia, invocate da una galassia imprecisata, con il compito di rieducare e sensibilizzare il pubblico locale a nuovi concetti estetici. Ma nel corso delle epoche, tutto evolve, modifica, per reincarnarsi in altri miti, lasciando al posto di scheletri, resti e ornamenti aulici, tutta la sfavillante potenza di nuovi eroi. Nella loro estatica freddezza, le Aleke ci appaiono come cibernaute (ri)modellate in sembianze frammentate. Ultramoderni prototipi femminili, inediti lari urbani riportati in vita dall’urgenza di comunicare che anche nei nostri paesaggi, attraverso le arti visive contemporanee, ben più di qualcosa è già cambiato. Per gli appassionati di arte contemporanea e video-performance è possibile vedere il video “L’invasione delle Aleke” di Davide Intelligente su www.youtube.com.
www.undo.net

mercoledì 26 dicembre 2007

L' INVASIONE DELLE ALEKE


Performance artistica urbana nella città di Taranto 17-12-2007



“L’invasione delle Aleke”

L’arte non inquina, non guasta, non offende;
L’arte è un dono, amata o contestata.

Le mie Aleke invadono le città per difenderle dalla decadenza.
Presidiano ciò che non ha più un senso, ciò che in teoria dovrebbe essere asportato, ciò che non notiamo più poiché integrato nel territorio.
Le mie Aleke ridanno vita e colore nelle zone dove l‘arte non può essere istallata, per mancanza di spazi.
Questa installazione urbana è nata, per donare a tutti l’arte, poiché la cultura è cosa di tutti e non per pochi.
L’arte non imbratta, non guasta, non occupa, non sostituisce ,non inquina, non offende:l’arte è un dono, amata o contestata. L’arte è vita.
Basta con i soliti luoghi di esposizione alquanto arcaici e canonici………il mondo va avanti…cambiamo la concezione di mostra d’arte.
Partire dal concetto di murales, per poi metterlo in pratica nell'arte della scultura, senza imbrattare ne guastare.

IL video della performance è su Youtube.

DAVIDE INTELLIGENTE